Nuovi orizzonti di applicazione
L'aria che respiriamo ogni giorno merita la stessa attenzione di una sala operatoria
PLASMAIR nasce in ambito sanitario, ma la tecnologia al plasma freddo ha un potenziale enorme anche negli spazi civili e pubblici, specialmente alla luce della nuova normativa UNI 12016:202. Stiamo esplorando nuovi contesti d'applicazione e cerchiamo partner con cui farlo.
Una premessa di trasparenza: In ambito civile non abbiamo ancora condotto validazioni formali. I risultati che presentiamo vengono dall’ambito sanitario e industriale. Stiamo cercando strutture e organizzazioni con cui avviare i primi test in contesti civili, in forma di partnership tecnica.
Il contesto
Perché la qualità dell'aria civile è un tema urgente
La pandemia ha reso evidente ciò che gli esperti di qualità dell’aria sostenevano da anni: gli ambienti confinati (uffici, scuole, palestre, musei, teatri) sono luoghi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, spesso senza alcun controllo reale sulla qualità dell’aria che respiriamo.
La ventilazione meccanica esiste, ma nella maggior parte dei casi filtra senza decontaminare. I virus aerodispersi, i batteri, gli allergeni, i VOC (composti organici volatili) e le particelle ultrafini restano in circolazione, invisibili e sottovalutati.
La tecnologia plasma freddo SDBD che abbiamo sviluppato e validato in sala operatoria è, nella sua essenza, applicabile a qualsiasi ambiente confinato dotato di sistema di ventilazione. Il principio fisico non cambia: cambia il contesto, il volume, i parametri operativi.
In ambito sanitario PLASMAIR ha dimostrato una riduzione dell’87,7% della carica batterica e del 50% delle particelle aerodisperse ≥ 0,5 µm in condizioni operative reali (Ce.Me.Di. Torino, 2025–2026).
In ambiente farmaceutico la riduzione della carica microbica è stata del 94%, con abbattimento del particolato del 50,3% (La Vetro Bergantino, TRL7, 2019).
Questi risultati sono stati ottenuti con lo stesso sistema fisico, plasma SDBD, che intendiamo applicare agli ambienti civili. La tecnologia è matura. I contesti applicativi civili sono ancora da esplorare sistematicamente.
In ambito sanitario PLASMAIR ha dimostrato una riduzione dell’87,7% della carica batterica e del 50% delle particelle aerodisperse ≥ 0,5 µm in condizioni operative reali (Ce.Me.Di. Torino, 2025–2026).
In ambiente farmaceutico la riduzione della carica microbica è stata del 94%, con abbattimento del particolato del 50,3% (La Vetro Bergantino, TRL7, 2019).
Questi risultati sono stati ottenuti con lo stesso sistema fisico, plasma SDBD, che intendiamo applicare agli ambienti civili. La tecnologia è matura. I contesti applicativi civili sono ancora da esplorare sistematicamente.
La nuova norma UNI 12016:2026
La qualità dell’aria diventa un requisito di progetto
La recente UNI 12016:2026 introduce un approccio innovativo alla gestione della qualità dell’aria negli edifici destinati all’istruzione.
L’attenzione non è più rivolta esclusivamente ai ricambi d’aria, ma alle reali condizioni ambientali percepite dagli occupanti.
La norma promuove la valutazione delle prestazioni attraverso parametri misurabili quali concentrazione di CO₂, particolato atmosferico e composti organici volatili, favorendo l’adozione di sistemi di monitoraggio continuo e strategie di ventilazione controllata.
In questo contesto, il controllo della contaminazione aerodispersa e la gestione della qualità dell’aria interna assumono un ruolo sempre più importante nella progettazione e nella conduzione degli edifici scolastici moderni.
Dalla ventilazione al controllo della contaminazione aerodispersa
Cosa introduce la UNI 12016:2026:
- Qualità dell’aria valutata attraverso parametri misurabili.
- Portate di ventilazione dimensionate in funzione degli occupanti.
- Maggiore attenzione alla filtrazione e al particolato aerodisperso.
- Monitoraggio continuo di CO₂, particolato e TVOC.
- Verifica periodica delle prestazioni degli impianti.
- Approccio orientato ai risultati e non ai soli ricambi d’aria.
- Crescente attenzione al bioaerosol e alla qualità microbiologica dell’aria indoor.
Il bioaerosol: una componente spesso sottovalutata della qualità dell'aria indoor.
Negli ambienti ad elevata occupazione, la qualità dell’aria non dipende esclusivamente da CO₂, particolato o composti organici volatili. Anche il bioaerosol, costituito da microrganismi, spore fungine, allergeni e particelle biologiche aerodisperse, rappresenta un elemento da considerare nella valutazione complessiva degli ambienti indoor.
Fattori quali elevata densità di occupazione, ventilazione insufficiente e condizioni microclimatiche non ottimali possono favorire la permanenza e la diffusione di contaminanti biologici nell’aria.
Per questo motivo, i moderni sistemi di gestione della qualità dell’aria integrano ventilazione, filtrazione, monitoraggio ambientale e tecnologie complementari per il controllo della contaminazione aerodispersa, con l’obiettivo di contribuire al mantenimento di ambienti più salubri e controllati.
Poloplasma sviluppa tecnologie per il controllo della contaminazione aerodispersa e del bioaerosol, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti indoor ad alta occupazione.
Possibili contesti d'applicazione
Dove PLASMAIR potrebbe fare la differenza
Scuole e università
Aule con alta densità di persone, ventilazione spesso inadeguata, ricambio d’aria limitato. Ambienti ideali per studiare la riduzione della trasmissione aerogena di virus e batteri in contesti di assembramento prolungato.
Potenziale ipotizzato
Musei e luoghi culturali
Ambienti che necessitano di un controllo stretto della qualità dell’aria non solo per i visitatori, ma anche per la conservazione delle opere d’arte. Il controllo di umidità, particolato e VOC è cruciale per la preservazione nel tempo.
Potenziale ipotizzato
Uffici open space
Ambienti di lavoro in cui la qualità dell’aria incide direttamente su produttività, benessere e assenteismo. La combinazione di alta densità di persone e sistemi di ventilazione spesso datati crea condizioni subottimali.
Potenziale ipotizzato
Palestre e centri sportivi
Luoghi con alta produzione di aerosol respiratori, odori, VOC e umidità. La combinazione di attività fisica intensa e spazi chiusi crea condizioni particolarmente favorevoli alla diffusione di agenti patogeni aerodispersi.
Potenziale ipotizzato
Teatri, cinema e luoghi di spettacolo
Grandi volumi, alta concentrazione di persone per periodi prolungati, ricircolo dell’aria spesso non ottimale. Contesti in cui la qualità dell’aria è raramente monitorata ma la trasmissione aerogena può essere significativa.
Potenziale ipotizzato
Hotel, RSA e strutture ricettive
Strutture che ospitano persone vulnerabili (anziani in RSA) o con alto turnover (hotel). La qualità dell’aria tra un ospite e l’altro, e in ambienti comuni, è raramente gestita con tecnologie adeguate.
Potenziale ipotizzato
Le basi tecnologiche
Perché il plasma freddo è adatto anche agli ambienti civili
Si integra su qualsiasi VMC esistente
Risparmio energetico in ogni contesto
Agisce su virus, batteri, allergeni e VOC
Sicuro anche con persone presenti
87,7% • riduzione carica batterica
Stiamo cercando partner
Un'opportunità di collaborazione pioneer
1
I partner che aderiscono nella fase pilota accedono al sistema a condizioni economiche favorevoli, in cambio della disponibilità a raccogliere e condividere i dati di funzionamento.
2
Per tutta la durata del test, installiamo la nostra rete di sensori (CO₂, O₃, particolato, T, RH) e forniamo una dashboard di monitoraggio in tempo reale, senza costi aggiuntivi.
3
Al termine del periodo di test, consegniamo un report completo con i dati rilevati prima e dopo l’attivazione, confrontati con i parametri ambientali standard. Documentazione pronta per comunicazione esterna.
4
I partner pilota saranno citati nelle nostre pubblicazioni scientifiche, nel materiale di comunicazione e, se concordato, nei comunicati stampa relativi ai risultati del test.
5
L’installazione richiede solo l’accesso alla canalizzazione VMC esistente. Nessuna opera muraria, nessun cantiere, nessuna interruzione delle attività ordinarie della struttura.
Cosa ci aspettiamo dai partner
Un periodo con accesso continuativo al sistema VMC e agli ambienti selezionati.
Collaborazione sui dati
Disponibilità a condividere i dati raccolti per finalità di ricerca e pubblicazione scientifica, anche in forma anonimizzata.
Un punto di contatto tecnico interno che possa facilitare l’accesso agli impianti e la comunicazione con il nostro team.